Una sezione di El Brenz
Non e Sole Grande Guerra - Erster Weltkrieg Rayon II - storia e cultura
Le nose valli nella Grande Guerra
Quando l'Europa precipitò nella guerra, nell'estate del 1914, le Valli del Noce erano terra d'Austria. Da oltre un secolo il Trentino apparteneva all'Impero asburgico, e i nostri uomini partirono in divisa austro-ungarica, richiamati come tanti altri sudditi dell'Imperatore. La prima destinazione non furono le montagne di casa, ma il fronte orientale: nel 1914 i reggimenti tirolesi salirono sui treni diretti in Galizia, a combattere la Russia in una guerra lontanissima, da cui molti non fecero ritorno. È quella partenza che racconta la fotografia qui sopra, la folla sulle rotaie e i soldati che salutano dai vagoni, quando ancora nessuno immaginava cosa li attendeva.
Nel maggio del 1915 la guerra tornò a casa. L'Italia dichiarò guerra all'Austria-Ungheria e il fronte si aprì proprio sulle nostre montagne. Il passo del Tonale, l'Adamello, la Presanella, il Cevedale, l'Ortles: le cime tra Val di Sole, Val di Rabbi e Val di Pejo diventarono trincee di ghiaccio, teatro di quella guerra bianca combattuta a quote impossibili, tra valanghe, gelo e granate. A presidiare i passi furono chiamati anche gli Standschützen, la milizia territoriale fatta di uomini troppo giovani o troppo anziani per la leva. La linea del fuoco passava sopra i paesi, e i paesi si ritrovarono in prima linea senza averlo chiesto.
Per la gente delle valli fu anche l'esilio. Migliaia di civili furono evacuati: alcuni verso i campi profughi dell'interno dell'Austria, altri verso l'Italia, famiglie divise tra i due fronti, a volte per anni. Chi restò conobbe la fame, i bombardamenti, le case requisite, il lavoro imposto. Fu una guerra vissuta due volte, al fronte dagli uomini e nelle case da donne, anziani e bambini.
Questa sezione raccoglie e custodisce quella memoria: testimonianze, fotografie, cartoline dal fronte, lettere, racconti di famiglia. Ogni documento è un frammento di una storia che rischia di svanire, la storia delle Valli del Noce nella Grande Guerra, raccontata dal versante da cui raramente la si ascolta. Se conservi un ricordo, una foto, una cartolina o un racconto tramandato, portalo: entrerà a far parte di questo archivio condiviso.
Referente: Michele Corradini · Supervisione: Cristian Bresadola
Un museo che non ha una sede
Gli oggetti della Grande Guerra delle nostre valli non stanno in una vetrina: stanno nei cassetti, nelle soffitte, dentro le scatole di latta che passano di padre in figlio. Una cartolina dal fronte, una gavetta, la fotografia di un uomo in divisa di cui non si sa più il nome. Questo archivio esiste per tenerne memoria dove sono, fotografandoli e raccontandoli, senza chiedere a nessuno di separarsene.
È appena cominciato: 2 pezzi in catalogo, ciascuno con la sua fonte dichiarata e il consenso di chi lo custodisce. Non è una collezione, è l'inizio di una. Cresce solo se qualcuno apre un cassetto.
Il primo pezzo portato da un socio
Il vento del Tonale non aveva pietà per il Battaglione Standschützen di Cusiano.
Gli Standschützen al Tonale: la milizia dei troppo giovani e dei troppo vecchi, mandata a tenere i passi. Portato in archivio da un socio, con le sue fotografie.
Come si contribuisce
Si fotografa l'oggetto, si dice da dove viene e chi lo custodisce, e si dichiara di avere il diritto di mostrarlo. Nient'altro. L'oggetto resta a casa tua: quello che entra in archivio è la sua immagine e la sua storia. Ogni scheda passa da un curatore prima di comparire qui, perché una fonte sbagliata resta sbagliata per sempre.
Dona una fotografia o un oggettoLa collezione
Il vento del Tonale non aveva pietà per il Battaglione Standschützen di Cusiano. Fotografia · 1915
La polveriera di Malè Fotografia · 1916 Nessun pezzo per questo filtro.
Hai materiale sulla Grande Guerra?
Le foto in soffitta, le cartoline dal fronte, le lettere di famiglia, un oggetto tramandato: possono entrare in questo archivio. Proponili qui, vi ricontattiamo noi. Non serve caricare nulla adesso, basta una descrizione e un recapito.
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