Prefazione dell'Associazione El Brenz
Cari amici della Val di Non e della Val di Sole
Gli Anauni compaiono per la prima volta nella storia nel 46 d.C. su una tavola in bronzo, la "Tabula Clesiana", che conferiva loro la cittadinanza romana. Il documento, la cui autenticità fu confermata da Theodor Mommsen, attesta che gli anauni erano pienamente integrati nell'Impero Romano, servendo come ufficiali nelle legioni, guardie personali dell'imperatore e magistrati a Roma. Nel 397 d.C., gli anauni furono protagonisti di un episodio storico: l'eccidio dei tre martiri anauniensi, avvenuto in seguito a una violenta reazione alla chiusura dei loro templi. Nei secoli successivi, il monaco Secondo di Anaunia divenne ministro alla corte della regina Teodolinda e fu determinante per la conversione dei Longobardi al cattolicesimo.
Nel corso dei millenni, gli anauni si sono mobilitati in lotte per l'autonomia politica della valle contro il Principe Vescovo di Trento, con insurrezioni nel 1407, 1525 e 1809. L'Ottocento portò una rivalutazione del ruolo dei popoli e delle loro lingue, con il celebre linguista Graziadio Isaia Ascoli che studiò la lingua degli anauni.
Il Patrimonio Linguistico e Culturale Ladino Retico
La lingua degli anauni è una varietà ladina caratterizzata da una forte componente retica. A questo idioma, la comunità della Val di Non ha dedicato una cura quasi devozionale. Studi linguistici sul ladino-retico dell'Anaunia sono stati condotti da studiosi austriaci come Christian Schneller e Theodor Gartner, quest'ultimo incaricato dal Governo dell'Impero d'Austria di promuovere una ricerca decennale per la raccolta dei canti ladini dell'alta Anaunia.
La lingua nonesa possiede anche una ricca letteratura che risale al Settecento. Nel 1912, il poeta e filologo Guglielmo Bertagnolli raccolse e pubblicò in tre volumi una raccolta di poesie in lingua nonesa dal Settecento all'inizio del Novecento. La produzione letteraria continua ancora oggi, costituendo un importante patrimonio culturale per il Trentino.
Sono stati dedicati tre vocabolari alla lingua nonesa:
- Il primo, del 1964, è opera di Enrico Quaresima.
- Il secondo, del 2002, è un lavoro amatoriale di Luciano da Vigo.
- Il terzo, pubblicato nel 2018, è il "Dizionario Noneso-Ladino", frutto del lavoro di un collettivo.
La Necessità del Riconoscimento
Per lungo tempo, i nònesi non hanno accettato di essere considerati ladini, ritenendo il termine estraneo alla loro storia e alla loro lingua, diversa da quella della minoranza di Fassa. Tuttavia, dopo lunghi dibattiti, la classificazione di Ascoli, che identificava la loro lingua come "ladino-retica", è stata accettata.
Questo cambiamento è stato confermato dai censimenti linguistici:
- Nel censimento del 2001, diverse migliaia di nònesi si sono dichiarati ladini.
- Il numero è aumentato nel censimento del 2011.
- Nel censimento del 2021, il gruppo linguistico ladino-retico dell'Anaunia è diventato la minoranza linguistica più consistente del Trentino.
Questo "responso popolare" è stato affiancato da una richiesta unanime di riconoscimento formale da parte dei consigli comunali della Val di Non. Il riconoscimento delle minoranze linguistiche è di competenza dello Stato , ed è quindi giunto il momento che lo Stato agisca tramite una legge.
Dettagli del Disegno di Legge
Il disegno di legge n. 1539 e stato depositato al Senato della Repubblica il 18 giugno 2025 su iniziativa del senatore Pietro Patton, ed e stato assegnato in sede referente con i pareri della 5ª Commissione Bilancio e della 7ª Commissione Cultura.
Il testo si articola in quattro articoli, che mirano a colmare la lacuna legislativa evidenziata da Ascoli e a dare attuazione allo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige.
- Articolo 1: Riconosce ufficialmente il gruppo linguistico ladino-retico della Val di Non. Concede a questo gruppo il diritto alla tutela del patrimonio linguistico e culturale, alla promozione di attività culturali ed editoriali, e al rispetto della toponomastica e delle tradizioni.
- Articolo 2: Garantisce l'insegnamento della lingua e della cultura ladino-retica nelle istituzioni scolastiche della Val di Non.
- Articolo 3: Stabilisce che, in attesa dell'istituzione di un ente sovracomunale, il Comune di Cles provvederà agli adempimenti urgenti per l'attuazione della legge.
- Articolo 4: Prevede l'accesso a misure di sostegno finanziario e ad altre agevolazioni per persone fisiche o giuridiche che contribuiscono alla tutela e promozione dei valori del gruppo linguistico, secondo la normativa vigente per le minoranze riconosciute.
Conclusioni
Il riconoscimento del gruppo linguistico ladino-retico degli Anauni non solo porrà fine a un'ingiusta e lunga discriminazione, ma rafforzerà il pluralismo linguistico e il comune patrimonio autonomistico del Trentino-Alto Adige.
Di seguito il Testo integrale del DDL n. 1539
Un ringraziamento
L'Associazione El Brenz esprime il proprio ringraziamento al senatore Pietro Patton, che ha portato in Senato una richiesta attesa nelle nostre valli da generazioni. Per la prima volta il riconoscimento del gruppo linguistico ladino-retico dell'Anaunia e materia di discussione parlamentare: qualunque sia l'esito dell'iter, questo passaggio resta un fatto storico per le Valli del Noce.
Il riconoscimento si decide in Parlamento. Ma una lingua vive prima di tutto in chi la parla ogni giorno, in chi la insegna ai figli, in chi ne raccoglie le parole e le testimonianze prima che si perdano. Questo e il lavoro che l'Associazione porta avanti nelle valli, e che ogni socio rende possibile.