Associazione El Brenz · Valli del Noce

Cimitero militare
di Malè

Centodiciassette sepolture, centoquattordici uomini

0nomi su 236 posti censiti
114nomi restituiti
Moltetombe senza nome, conto in verifica con l'archivio
49morti in ottobre 1918
21terre di provenienza
6prigionieri di guerra

Nel 1941, ventitré anni dopo la fine della guerra, qualcuno tornò a contare i morti di questo cimitero uno per uno. Dove il nome c'era, lo scrisse. Dove non c'era, tracciò un segno sul riquadro della pianta e passò oltre.

Centodiciassette sepolture registrate, centoquattordici uomini: tre di loro compaiono in entrambi i cimiteri.

Il racconto

Erano di casa, e venivano da mille chilometri

Il 26 maggio 1918 muoiono a Malè due uomini nello stesso giorno. Si chiamano Leo Herdliczka e Johann Zahalka, sono tutti e due tenenti, e appartengono tutti e due alla 73ª squadriglia aerea. Uno è nato a Mistek, in Slesia; l'altro a Tobitschan, in Moravia. Il registro non dice altro, ma due uomini della stessa squadriglia che muoiono nello stesso giorno erano quasi certamente sullo stesso aereo: il pilota e il suo osservatore, che volavano sopra queste montagne e non sono più tornati.

Sono due delle centodiciotto righe di un registro che per centosette anni è rimasto chiuso in un cartone dell'Archivio di Stato austriaco, a Vienna. Sei colonne, scritte a mano da un impiegato militare: numero della tomba, grado, nome, reparto, giorno della morte, luogo di nascita.

È l'ultima colonna quella che spiazza. Non dice Malè, non dice Trento, non dice Tirolo. Dice Mistek, dice Tobitschan, dice Lemberg, dice Sarajevo.

Un paese molto più grande di come ce lo immaginiamo

Fino al 1920 le nostre valli non erano la periferia settentrionale dell'Italia. Erano una valle interna di un paese che andava dal lago di Garda ai Carpazi, e che comprendeva quelli che oggi chiamiamo Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Croazia, Bosnia, e ampie porzioni di Polonia, Ucraina e Romania.

Chi nasceva a Malè, a Cles o a Pejo nasceva cittadino di quel paese. Aveva la stessa moneta di un tipografo di Praga, lo stesso passaporto di un contadino della Galizia, lo stesso imperatore di un pescatore dalmata. Partendo per il servizio militare poteva finire in un reggimento con ragazzi che non parlavano una parola della sua lingua, e la cosa era del tutto normale.

Questo cambia il senso di quelle centodiciotto righe. Quegli uomini non erano stranieri morti nelle nostre valli. Erano concittadini morti a casa propria, in una parte del loro paese che non avevano mai visto prima.

Il conto delle distanze

Se da Malè si tira una linea verso ogni luogo di nascita scritto nel registro, viene fuori la mappa di quel paese scomparso.

  • 1150 kmCzernowitz, in Bucovina. Oggi Chernivtsi, in Ucraina.
  • 1050 kmLemberg, capitale della Galizia. Oggi Leopoli, in Ucraina.
  • 780 kmCracovia, oggi in Polonia.
  • 650 kmSarajevo, in Bosnia.
  • 630 kmBudapest, in Ungheria.
  • 490 kmPraga, in Boemia.
  • 350 kmGraz, in Stiria: da sola, ventuno uomini su centodiciotto.

Undici erano nati in Galizia, la provincia più orientale e più povera dell'impero, oggi divisa fra la Polonia sudorientale e l'Ucraina occidentale. Uno veniva dalla Bucovina, che oggi sta fra Ucraina e Romania. Ragazzi partiti da villaggi di terra battuta a milleduecento chilometri da qui, arrivati sotto queste montagne per non ripartire più.

E poi c'è Josef Höllbling, Kaiserjäger del secondo reggimento, nato nel 1871 a Nauders, all'estremo nord del Tirolo, sopra Resia. Uno dei pochissimi tirolesi dell'elenco. Aveva quarantacinque anni e nella lista è il più anziano di tutti.

Chi erano, reparto per reparto

Nel registro compaiono cinquantacinque reparti diversi. Non è un cimitero di una divisione: è il punto in cui una valle di retrovia raccoglieva quello che il fronte mandava indietro, da mezzo esercito.

Il 26° Schützen, ventidue uomini

È il reparto più presente. Ventidue dei centodiciotto, e le loro terre di nascita dicono tutte la stessa cosa: Stiria, Carinzia, Carniola, e qualcuno dalla Bassa Austria, dalla Slesia e dalla Bosnia. Erano uomini di montagna reclutati sul versante orientale delle Alpi, il tipo di truppa che si mandava dove le strade finiscono.

I loro morti si concentrano fra luglio e ottobre del 1918: sono lì fino alla fine.

Kaiserjäger e Kaiserschützen: i reparti dei nostri

Qui la faccenda diventa personale, e vale la pena spiegarla per bene.

Un ragazzo delle Valli del Noce che veniva chiamato alle armi tirava a sorte, e i nostri bisnonni chiamavano quel sorteggio nar en la cava. Se usciva l'esercito comune finiva quasi sempre nei Tiroler Kaiserjäger, i cacciatori imperiali, quattro reggimenti con sede a Trento e Innsbruck, Bolzano e Bressanone, Rovereto, Bregenz e Riva del Garda. Se usciva la Landwehr finiva nei Landesschützen, i fucilieri del Paese, reclutati soltanto in Tirolo, di lingua tedesca e di lingua italiana. Nel gennaio del 1917 l'imperatore Carlo li nominò Kaiserschützen, a Calliano, davanti al fronte trentino, come riconoscimento per come si erano battuti.

Nel registro di Malè ce ne sono dieci: sei Kaiserschützen e quattro Kaiserjäger.

E i tre uomini del 2° reggimento Kaiserjäger sono gli unici tirolesi di tutto l'elenco. Fra loro Josef Höllbling di Nauders, il più anziano dei centodiciotto.

Nell'elenco dei centodiciotto, però, non compare nessun uomo delle nostre valli. E qui conviene fermarsi, perché la spiegazione più semplice è anche quella che si dimentica per prima.

Sul Tonale i solandri e i nonesi c'erano eccome. Erano negli Standschützen, i bersaglieri immatricolati mobilitati nel 1915, che a quel confine arrivarono per primi; erano nei Kaiserjäger e nei Kaiserschützen; erano nel Landsturm. Difendevano il confine di casa, a un giorno di cammino dal proprio paese.

Ed è proprio per questo che nel cimitero militare non ci sono. Chi era di qui, quando moriva, tornava dai suoi: sepolto nel camposanto del paese, nella tomba di famiglia, con un funerale. Il cimitero militare serviva per gli altri, per quelli che una famiglia a portata di carro non ce l'avevano.

Quelle centodiciotto righe, allora, sono l'elenco di chi era lontano. Non racconta chi combatteva sul Tonale: racconta chi, fra quelli che ci combattevano, non aveva nessuno a cui essere restituito.

L'artiglieria da montagna, dodici uomini

Il 1°, il 12°, il 22° e il 122° reggimento di artiglieria da montagna. Erano quelli che portavano i pezzi smontati a dorso di mulo dove nessun cannone da campagna sarebbe mai arrivato, e li rimontavano sopra i duemila metri. Fra loro Martin Gailberger, il carinziano del 1899 morto il 20 ottobre 1918.

Con loro c'è anche l'artiglieria da campagna e da fortezza, altri dodici uomini sparsi in nove reggimenti diversi, fino al 2° reggimento artiglieria da fortezza, dove servì un uomo nato in Bucovina, l'estremo confine orientale dell'impero.

I Landsturm, gli uomini che non erano più ragazzi

Il Landsturm era l'ultima riserva: uomini oltre l'età della leva, richiamati quando i giovani non bastavano più. Nel registro sono sette, fra battaglioni e compagnie territoriali, e sono anche i primi a morire: la 23ª compagnia Landsturm perde tre uomini di Hallein, in Salisburgo, fra il dicembre 1914 e l'aprile 1915, quando la guerra su questo fronte era appena cominciata.

Fra loro Julius Hampl, moravo, nato nel 1873: aveva quarantacinque anni.

Quelli che non sparavano

Il registro conserva anche chi la guerra la faceva con le mani. Due battaglioni di zappatori, due del treno, che erano i convogli e i muli dei rifornimenti, un uomo della milizia ferroviaria, e le compagnie lavoratori.

Nella 1045ª compagnia lavoratori c'erano i due serbi, Ladislaus Nikolić e l'uomo che il registro chiama Simboruir Mitasic. Un altro uomo di una compagnia lavoratori era nato a Vienna, ed è morto qui nel maggio del 1916.

E il 16° reggimento russo

Un'ultima riga, che vale da sola. Alla voce reparto di Feodor Garasimovic c'è scritto Russ. 16. IR: sedicesimo reggimento di fanteria russo. L'impiegato militare austriaco che compilava il registro ha annotato con precisione il reparto nemico di un prigioniero morto a mille chilometri dal proprio fronte, il 13 ottobre 1918, tre settimane prima della fine di tutto.

Anche loro erano i ragazzi del '99

In Italia quell'espressione la conoscono tutti: la classe 1899, i diciottenni chiamati alle armi dopo Caporetto, i più giovani mandati al fronte.

Sette dei centodiciotto uomini sepolti a Malè sono nati nel 1899. Franz Belsak da Pettau e Martin Vrzel e Karl Hammer da Marburg, tutti e tre stiriani. Johann Damoser dall'Alta Austria. Georg Barla dall'Ungheria. Un ragazzo di cognome Matz dalla Slesia, di cui il registro non riporta il nome. E Martin Gailberger, artigliere da montagna della Carinzia, morto il 20 ottobre 1918, quindici giorni prima della fine della guerra.

Erano la stessa classe, gli stessi diciotto anni, la stessa guerra. Cambiava solo da quale lato della montagna li avevano chiamati.

Gli otto del Tonale

Il 13 giugno 1918, alle tre e mezza del mattino, l'esercito austro-ungarico attacca il Passo del Tonale. L'operazione si chiama Unternehmen Lawine, valanga. Due divisioni, ventiquattro batterie di artiglieria, e il compito di attirare gli italiani lassù mentre il grosso dell'offensiva si sarebbe mosso due giorni dopo sul Piave.

È l'ultima grande offensiva dell'impero, e sul Tonale si ferma il primo giorno stesso.

Malè era la retrovia di quel fronte. I feriti scendevano dal passo lungo la valle, verso gli ospedali militari del paese. E il registro di Vienna, che non nomina mai l'operazione, la racconta lo stesso attraverso le date:

  • 14 giugnoJulius Hampl, moravo di Schmitz, quarantacinque anni.
  • 17 giugnoJosef Kraus, caporale del 1° reggimento artiglieria da montagna.
  • 17 giugnoMichel Fedorka, fante del 5° reggimento, ungherese di Szatmár.
  • 17 giugnoPanko Genziuk, di un villaggio della Galizia.
  • 19 giugnoJosef Stein, cacciatore da campo, slesiano.
  • 19 giugnoDimitri Koval, ventun anni, di Drozdowice presso Przemyśl.
  • 19 giugnoPeter Stanku, fante del 61° reggimento, di Polanka presso Temesvár.
  • 20 giugnoJohann Szillagy, anche lui del , anche lui di Szatmár.

Otto uomini in sette giorni, tutti nella finestra che segue l'attacco. Nessun documento lo dichiara: è un'inferenza costruita sulle date e sui reparti, e sulle schede la trovate scritta così, come probabile e non come certa.

C'è però una prova che regge da sola. Fedorka e Szillagy erano del 5° reggimento e sono nati tutti e due a Szatmár. Stanku era del 61° ed è nato vicino a Temesvár. I luoghi di nascita corrispondono ai distretti di reclutamento dei loro reggimenti: il registro compilato a Malè e la struttura dell'esercito imperiale si confermano a vicenda, a centosette anni di distanza.

Szatmár oggi si chiama Satu Mare, Temesvár si chiama Timișoara, e sono tutte e due in Romania. Przemyśl è in Polonia. Quei tre uomini partirono da luoghi che hanno cambiato nome e nazione, per morire in una valle che avrebbe cambiato nazione anche lei, due anni dopo di loro.

Poi arrivò ottobre

Nel 1914 muore un uomo solo, Johann Kükler, il 10 dicembre. Tre nel 1915, cinque nel 1916. Poi il 1918, e i morti diventano centoquattro. Quarantanove nel solo mese di ottobre, le ultime settimane prima della fine.

Malè era retrovia del fronte del Tonale e ospitava ospedali militari: qui arrivavano i feriti e i malati dalla linea. In quelle stesse settimane l'influenza spagnola uccideva più soldati delle granate, in tutti gli eserciti d'Europa. Il registro non riporta le cause di morte, e finché non lo avremo accertato sui documenti sanitari non lo scriveremo come un fatto. Ma è certo che in trenta giorni, in un paese di duemila anime, si scavarono quarantanove fosse.

I quattro russi

Fra i sepolti ci sono sei prigionieri di guerra: quattro russi e due serbi.

Ivan Kasimir Trimakus, nato a Kuwono nel 1887, muore il 17 ottobre 1918. Prokop Repenko, di Poltawa, il giorno dopo. Vasyl Gapanov e Feodor Garasimovic il 13 dello stesso mese. Quattro uomini nemici, morti nella stessa settimana e nello stesso posto dei soldati che li sorvegliavano, e sepolti nello stesso campo.

I due serbi, Ladislaus Nikolić e un uomo che il registro chiama Simboruir Mitasic, erano assegnati alla 1045ª compagnia lavoratori e riposano nel cimitero civile del paese. Erano stati portati qui a lavorare, e qui sono rimasti.

Perché li chiamiamo nostri

Non c'è niente da rivendicare e niente da rimpiangere. Gli imperi finiscono, i confini si spostano, e la storia non si giudica col metro di adesso.

C'è però una cosa che possiamo fare, ed è molto semplice: tenere i nomi. Perché per centosette anni quei centodiciotto uomini sono stati un elenco chiuso in una scatola a mille chilometri dalla terra che li ha accolti, e nessuno dei loro discendenti ha mai potuto sapere dove fossero finiti.

Da oggi qualcuno in Stiria, in Ungheria o in Galizia può digitare un cognome e trovare una risposta. E centodiciotto tombe aspettano ancora che qualcun altro faccia lo stesso.

Cerca un nome

Un cognome, un reggimento, un paese di nascita. Se cerchi un antenato austro-ungarico disperso sul fronte italiano, potrebbe essere qui.

La planimetria

Cimitero militare di Malè

Planimetria raddrizzata del cimitero militare di Malè, con i riquadri delle tombe disegnati a mano Tomba 1 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 2 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 3 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 4 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 5 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 6 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 7 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 8 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 9 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 10 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 11 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 12 · nessun nome Tomba 13 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 14 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 15 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 16 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 17 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 18 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 19 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 20 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 21 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 22 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 23 · barrato sulla 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Gailberger Jakob Vogrinc Franz Breznik Anton Strnekl Martin Edelsbacher Istvan Szakacs Franz Albenberger Josef Muchitsch Johann Jakes Johann Prokop Josef Czuma Filipp Bojczuk Tomba 125 · barrato sulla pianta del 1941 Josef Karaczow Marko Blasevic Anton Zalar Martin Vrzel Teofil Russen Hippolit Hammerschmied Georg Galan Tomba 133, nome ignoto Vasyl Gapanov Janos Czernvai Thomas Ferlitz Alois Truka Feodor Garasimovic Konstantin Petrisa Johann Damoser Innozenz Kurz Adam Benedikt Franz Zdolsek Josef Beres Johann Haczek Karl Hammer Oiser Rostolder Franz Havoda Matz Franz Santner Stefan Ban Nikolai Jaremko Johann Krahulec Anton Janezic Josef Meden Anton Witt Andreas Berencsik Peter Jandura Michael Berehulczak Josef Hrabovsky Franz Bel Franz Manninger Mathias Schatzel Ludwig Berger Thomas Torbarina Leopold Bineder Bartholomäus Schlaus Adam Walasky Otto Gottwald Johann Sikora Jakob Pocivalnik Peter Höfler Julius Hampl Josef Kraus Michel Fedorka Panko Genziuk Josef Stein Dimitri Koval Peter Stanku Michael Dabrowski Eduard Neudert Tomba 186, nome ignoto Georg Barla Simon Sallak Rudolf Koller Karl Müllner Franz Belsak Josef Kaschar Leo Herdliczka Bozo Drazevic Tomba 195, nome ignoto Gabriel Paer Josef Koschar Franz Belsak Tomba 199 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 200 · barrato sulla pianta del 1941 Peter Stanky Staneya Tomba 202 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 203 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 204 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 205 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 206 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 207 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 208 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 209 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 210 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 211 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 212 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 213 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 214 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 215 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 216 · barrato sulla pianta del 1941 Tomba 217 · barrato sulla pianta del 1941

Scala 1:100

Pizzica per ingrandire, trascina per spostarti sulla pianta.

Planimetria del cimitero militare di Malè, scala 1:100, dal registro dell'Österreichisches Staatsarchiv, Kriegsarchiv, Vienna, segnatura ÖStA/KA/VL/KGräber/K42.

Nome noto. La scheda si apre con un clic.

Nome ignoto già nel registro. La sepoltura è documentata, il nome no: non fu possibile identificarlo nemmeno allora.

Riquadro barrato sulla pianta del 1941. Chi ha compilato la pianta ha tracciato un segno su questa tomba. Non sappiamo ancora cosa significhi.

Riquadro integro, nessun nome. La pianta mostra la tomba senza segni, ma negli elenchi non compare nessuno.

Questa pianta e questi elenchi vengono da una pratica amministrativa austriaca del 1941, protocollo Zl. 13.800/1941, conservata a Vienna con segnatura ÖStA/KA/VL/KGräber/K42 e ritrovata dal dott. Tommaso Mariotti. Ventitré anni dopo la fine della guerra, qualcuno tornò a contare questi morti uno per uno: il prospetto dichiara centodue sepolture nel cimitero militare e quindici in quello civile.

Quindici tombe restano aperte. Sulla pianta i riquadri 12, 38, 40 e tutti quelli dall'85 al 96 non portano nessun segno, ma negli elenchi non compare nessun nome. Se sai qualcosa di una di queste sepolture, scrivici a info@elbrenz.eu.

Quattro schede portano il tratto obliquo anche se hanno già un nome o sono già segnate ignote nel registro (133, 137, 186 e 195): i due fatti convivono, non si escludono. Quale elenco sia barrato non si legge più da un intervallo di numeri ma da una trascrizione voce per voce, ancora provvisoria: la versione completa e definitiva arriverà separatamente.

Planimetria del cimitero civile di Malè

Ventuno posizioni nel cimitero civile di Malè, ricostruite dal registro: quindici hanno già un nome collegato. Sulla pianta originale sei sepolture portano un segno tracciato a mano: sono le posizioni 9, 10, 11, 13, 18 e 19. Sono esattamente le sei per le quali l'elenco non riporta nessun nome. Chi disegnò questa pianta nel 1941 stava segnando ciò che non riusciva più a nominare.

Quando morirono

Il primo a essere sepolto qui muore il 10 dicembre 1914. L'ultimo il 23 novembre 1918, tre settimane dopo la fine dei combattimenti. Il registro non annota mai la causa della morte.

dic 1914 mar 1915 giu 1915 set 1915 dic 1915 mar 1916 giu 1916 set 1916 dic 1916 mar 1917 giu 1917 set 1917 dic 1917 mar 1918 giu 1918 set 1918

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L'albo dei nomi

CIMITERO MILITARE · 102 sepolture

98 Franz Prohaska 16 ottobre 1918 22° reggimento artiglieria da montagna
99 Ludwig Obran 17 ottobre 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
100 Jakob Marton 18 ottobre 1918 12° reggimento artiglieria da montagna
101 Michael Trauner 8 ottobre 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
102 Ivan Kasimir Trimakus 17 ottobre 1918
103 Konstantin Premzu 17 ottobre 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
104 August Flies 16 ottobre 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
105 Prokop Repenko 18 ottobre 1918
106 Laszlo Hriezu 18 ottobre 1918 139° reggimento artiglieria da campagna
107 Fritz Jurovic 18 ottobre 1918 Eisenbahn
108 Josef Höllbling Registrato anche nel cimitero civile, posizione 14. 29 luglio 1916 2° reggimento Kaiserjäger tirolesi
109 Georg Ulcsan 19 ottobre 1918 12° battaglione zappatori
110 Franz Koroczi 19 ottobre 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
111 Boszo Brekalo 19 ottobre 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
112 Imre Stolfa 25 ottobre 1918 14° reggimento di fanteria comune
113 Martin Gailberger 20 ottobre 1918 22° reggimento artiglieria da montagna
114 Jakob Vogrinc 19 ottobre 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
115 Franz Breznik 19 ottobre 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
116 Anton Strnekl 21 ottobre 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
117 Martin Edelsbacher 21 ottobre 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
118 Istvan Szakacs 20 ottobre 1918 3ª batteria del 39° reggimento cannoni da campagna
119 Franz Albenberger 20 ottobre 1918 2° reggimento Kaiserjäger tirolesi
120 Josef Muchitsch 20 ottobre 1918 3° battaglione salmerie e trasporti
121 Johann Jakes 7 ottobre 1918 13° reggimento di fanteria comune
122 Johann Prokop 7 ottobre 1918 23° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
124 Filipp Bojczuk 8 ottobre 1918 43° reggimento artiglieria da campagna
126 Josef Karaczow Registrato anche nel cimitero civile, posizione 1. 10 giugno 1918 73ª compagnia aviatori
127 Marko Blasevic 9 ottobre 1918 9° battaglione fanteria della milizia
128 Anton Zalar 9 ottobre 1918 22° reggimento artiglieria da montagna
129 Martin Vrzel 11 ottobre 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
130 Teofil Russen 11 ottobre 1918 130° reggimento artiglieria da campagna
131 Hippolit Hammerschmied 11 ottobre 1918 I reggimento Kaiserschützen
132 Georg Galan 11 ottobre 1918 2° reggimento artiglieria da fortezza
133 Nome ignoto
134 Vasyl Gapanov 13 ottobre 1918
135 Janos Czernvai 13 ottobre 1918 139° reggimento artiglieria da campagna
136 Thomas Ferlitz 11 ottobre 1918 I reggimento Kaiserschützen
137 Alois Truka 23 novembre 1918
138 Feodor Garasimovic 13 ottobre 1918 16° reggimento di fanteria russo
139 Konstantin Petrisa 12 ottobre 1918 21° reggimento cannoni da campagna
140 Johann Damoser 13 ottobre 1918 23° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
141 Innozenz Kurz 13 ottobre 1918 22° reggimento artiglieria da campagna
142 Adam Benedikt 13 ottobre 1918 22° reggimento artiglieria da campagna
143 Franz Zdolsek 14 ottobre 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
144 Josef Beres 16 ottobre 1918 139.LndwhrKanRgt
145 Johann Haczek 10 agosto 1918 6° battaglione cacciatori da campo
146 Karl Hammer 12 ottobre 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
147 Oiser Rostolder 13 agosto 1918 1ª compagnia zappatori del 22° battaglione
148 Franz Havoda 14 agosto 1918 1.KschRgt
149 Matz 14 agosto 1918 I reggimento Kaiserschützen
150 Franz Santner Registrato anche nel cimitero civile, posizione 16. 15 aprile 1915 23ª compagnia della milizia territoriale
152 Nikolai Jaremko 18 ottobre 1918 43° reggimento artiglieria da campagna
153 Johann Krahulec 26 agosto 1918 23° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
154 Anton Janezic 27 agosto 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
155 Josef Meden 31 agosto 1918 3° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
156 Anton Witt 3 settembre 1918 22° battaglione cacciatori da campo
157 Andreas Berencsik 5 settembre 1918 39° reggimento artiglieria della Honvéd ungherese
158 Peter Jandura 15 settembre 1918 11° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
159 Michael Berehulczak 19 settembre 1918 143° reggimento artiglieria da campagna
160 Josef Hrabovsky 23 settembre 1918 1° reggimento artiglieria da montagna
161 Franz Bel 26 settembre 1918 1° reggimento artiglieria da montagna
162 Franz Manninger 27 settembre 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
163 Mathias Schatzel 27 settembre 1918 122° reggimento artiglieria da campagna
164 Ludwig Berger 28 settembre 1918 59° reggimento di fanteria comune
165 Thomas Torbarina 30 settembre 1918 23° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
166 Leopold Bineder 5 ottobre 1918 22° reggimento artiglieria da montagna
167 Bartholomäus Schlaus 5 ottobre 1918 122° reggimento artiglieria da montagna
168 Adam Walasky 7 ottobre 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
169 Otto Gottwald 31 maggio 1918 170° battaglione fanteria della milizia
170 Johann Sikora 31 maggio 1918 16° battaglione cacciatori da campo
171 Jakob Pocivalnik 31 maggio 1918 173° reggimento fanteria della milizia
172 Peter Höfler 1 giugno 1918 III reggimento Kaiserschützen
173 Julius Hampl 14 giugno 1918 I/170.LndstrmInfBaon
174 Josef Kraus 17 giugno 1918 1° reggimento artiglieria da montagna
175 Michel Fedorka 17 giugno 1918 5° reggimento di fanteria comune
176 Panko Genziuk 17 giugno 1918 35° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
177 Josef Stein 19 giugno 1918 16° battaglione cacciatori da campo
178 Dimitri Koval 19 giugno 1918 152° battaglione della milizia territoriale
179 Peter Stanku 19 giugno 1918 61° reggimento di fanteria comune
180 Johann Szillagy 20 giugno 1918 5° reggimento di fanteria comune
181 Georg Maslar 22 giugno 1918 3° battaglione cacciatori bosniaco-erzegovese
182 Georg Kohl 22 giugno 1918 I reggimento Kaiserschützen
183 Franz Wocischowsky 26 giugno 1918 16° battaglione cacciatori da campo
184 Michael Dabrowski 26 giugno 1918 34° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
185 Eduard Neudert 2 luglio 1918 9° battaglione salmerie e trasporti
186 Nome ignoto
187 Georg Barla 8 giugno 1918 5° reggimento di fanteria comune
188 Simon Sallak 10 luglio 1918 12° reggimento artiglieria da montagna
189 Rudolf Koller 20 luglio 1918 3° battaglione fucilieri
190 Karl Müllner 10 luglio 1918 III.SchRgt
191 Franz Belsak 12 luglio 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
192 Josef Kaschar 22 luglio 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
193 Leo Herdliczka 26 maggio 1918 73ª compagnia aviatori
194 Bozo Drazevic 6 agosto 1918 23° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
195 Nome ignoto
196 Gabriel Paer 30 marzo 1918 III.SchRgt
197 Josef Koschar 21 luglio 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
198 Franz Belsak 10 luglio 1918 26° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
201 Peter Stanky Staneya 61° reggimento di fanteria comune

CIMITERO CIVILE · 15 sepolture

1 Josef Karaczow Registrato anche nel cimitero militare, tomba 126. 10 giugno 1918 73ª compagnia aviatori
2 Johann Zahalka 26 maggio 1918 73ª compagnia aviatori
3 Franz Slanina 13 maggio 1918 73ª compagnia aviatori
5 Mehmed Grebovic 6 aprile 1918 1° reggimento artiglieria da montagna
6 Ladislaus Sokolowski 25 marzo 1918 32° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
7 Anton Andreska 10 marzo 1918 4° reggimento Kaiserjäger tirolesi
8 Theodor Ivanov
12 Josef Werndl 28 ottobre 1915 1° reggimento fucilieri della Landwehr austriaca
14 Josef Höllbling Registrato anche nel cimitero militare, tomba 108. 29 luglio 1916 2° reggimento Kaiserjäger tirolesi
15 Berthold Wenige 18 maggio 1916 reparto lavoratori, numero non riportato dal registro
16 Franz Santner Registrato anche nel cimitero militare, tomba 150. 15 aprile 1915 23ª compagnia della milizia territoriale
17 Johann Kükler 10 dicembre 1914 23ª compagnia della milizia territoriale
20 Ladislaus Nikolic 12 novembre 1916 1045° reparto lavoratori
21 Simboruir Mitasic 21 agosto 1916 1045° reparto lavoratori
La ricerca è di

Tommaso Mariotti

Il registro è stato individuato, trascritto e messo a disposizione dell'Associazione dal dott. Tommaso Mariotti, che ha condotto la ricerca al Kriegsarchiv di Vienna e ha fotografato le due planimetrie originali.

Protocollo
Zl. 13.800/1941
Anno della pratica
1941
Archivio
Österreichisches Staatsarchiv, Kriegsarchiv, Vienna
Segnatura
ÖStA/KA/VL/KGräber/K42
Ritrovamento
dott. Tommaso Mariotti, 2026

Da dove venivano

Sotto il campanile di Malè non riposano trentini. Riposa un impero, contato per terra di nascita.

21 Stiria
11 Galizia
10 Boemia
4 Slesia
4 Russia
2 Erzegovina
2 Alta Austria
2 Tirolo
2 Bosnia
1 l Tirolo
1 Bucovinia
1 Galizien
1 Serbia
1 Vienna

I fondi che verranno

L'archivio è nato per crescere. Ogni riquadro è una ricerca da fare, non una promessa già mantenuta: comparirà come fondo aperto quando ci sarà un documento vero dietro.

Da cercare

Il fronte del Tonale

Alta Val di Sole. Le sepolture dei reparti che tenevano la linea e gli ospedali di retrovia.

Da cercare

Val di Pejo e Val di Rabbi

I settori alti, dove la guerra si combatteva sopra i tremila metri.

Da cercare

Val di Non

Retrovie, ospedali, e i profughi partiti da qui verso i campi dell'interno.

Da cercare

Chi partì e non tornò

Gli uomini delle nostre valli morti altrove, in Galizia e sui Carpazi, con l'esercito imperiale.

Molte tombe restano senza nome

Il conto esatto dipende da una verifica in corso presso l'archivio. Se hai fotografie, memorie di famiglia, lettere o documenti che possano riempire una di quelle caselle, scrivici a info@elbrenz.eu. Ogni casella che si accende è un uomo che smette di essere un numero.

Raìs fonde no le 'nglacia.