Il vento del Tonale non aveva pietà per il Battaglione Standschützen di Cusiano.
Fotografia · 1915
Soffiava teso tra le creste rocciose, insinuandosi tra le baracche appena erette, tra le trincee ancora fresche di pala e sudore, portando con sé l’odore acre della terra smossa e della resina dei larici tagliati. Era l’estate del 1915, ma lassù, tra il Passo del Tonale e le pendici del Presena, l’estate sembrava un’illusione lontana. Il battaglione Cusiano era pronto. Erano uomini semplici, figli della Val di Sole e della Val di Non: contadini, muratori, calzolai, falegnami. Gente abituata alla fatica, al ritmo delle stagioni, al silenzio delle montagne. Ma ora quelle stesse montagne, che avevano sempre dato loro sostentamento, si erano trasformate in un fronte. Il maggiore Vigilio Stocchetti li osservava con attenzione. Non erano soldati di carriera, ma conoscevano ogni sentiero, ogni valico, ogni cambiamento del cielo. E in una guerra di montagna, quella conoscenza valeva quanto mille fucili. Accanto a lui, gli ufficiali: Vigilio Matteotti, Giovanni Ferrari, Desiderio Tomaselli. Nomi semplici, come le loro storie. Uomini che fino a pochi mesi prima aravano campi o lavoravano la pietra, e ora guidavano compagnie tra ghiaccio e fuoco. Le giornate iniziavano prima dell’alba. Dal paese di Vermiglio salivano lungo i sentieri, caricando sulle spalle legname, attrezzi, viveri. Costruivano trincee, rinforzavano camminamenti, innalzavano baracche contro il vento e la neve che, anche d’estate, poteva sorprendere. Il lavoro non finiva mai. E poi c’era il Passo Paradiso. Là sopra, dove il nome sembrava una beffa, un centinaio di uomini resisteva in condizioni estreme. Il presidio era misto: Standschützen, Landesschützen, e tra loro anche i bersaglieri Tirolesi. Giovani e vecchi insieme, uniti più dalla necessità che da una vera struttura militare. Adone Panizza lo scrisse: salivano fin lassù per portare cibo a quei poveri soldati, isolati, esposti, dimenticati dal mondo. Era una guerra fatta anche di gesti silenziosi, di solidarietà tra uomini che condividevano la stessa sorte. Il Tonale, già nei secoli passati, era stato una via di passaggio strategica tra il mondo lombardo e quello tirolese. Durante le campagne napoleoniche aveva visto eserciti transitare tra queste montagne, e ora, nel pieno della Grande Guerra, tornava a essere un nodo cruciale. Chi controllava il Tonale controllava l’accesso alla Val di Sole e alle vie interne del TIROLO. E loro lo sapevano. Per questo lavoravano senza sosta, senza lamentarsi. Per questo restavano, anche quando il freddo mordeva le ossa e la paura si faceva strada tra i pensieri. Poi arrivò agosto. Le granate italiane iniziarono a cadere su Vermiglio. Il rombo dell’artiglieria risuonava tra le valli, amplificato dalle pareti rocciose. Le case tremavano, la gente fuggiva. L’ordine fu chiaro: evacuare. Le famiglie lasciarono tutto. Campi, animali, ricordi. Partirono con quello che potevano portare, gli occhi pieni di lacrime e il cuore spezzato. I soldati del battaglione Cusiano li guardarono andare. Tra loro c’erano padri, figli, fratelli. Uomini che vedevano le proprie famiglie allontanarsi verso l’esilio, senza sapere se e quando sarebbero tornati. Eppure rimasero. Il battaglione si trasferì a Pellizzano, ma il fronte restava lì, sulle montagne. E loro continuavano a salire, a lavorare, a resistere. Non erano eroi nel senso tradizionale. Non cercavano gloria. Ma erano uomini della Val di Sole. E quella terra, aspra e severa, li aveva temprati. Aveva insegnato loro la pazienza, la resistenza, la dignità. Aveva insegnato loro che la fatica è parte della vita, e che si va avanti, sempre. Anche quando il vento del Tonale soffia contro. E così il battaglione Cusiano divenne qualcosa di più di un’unità militare. Divenne il simbolo di una valle intera. Uomini semplici, sì. Ma incrollabili. Come le loro montagne. Da ricordare Il cappellano militare padre Attanasio dei soldati Standschutzen della compagnia di Cusiano in Val di sole. Tra questi soldati Adone Panizza di Vermiglio (artigiano) vigilio Matteotti di Cusiano classe 1865 capitano della Ì compagnia di Cusiano; il battaglione di Cusiano è invece comandato da Virgilio Stocchetti di Celentino classe 1865. Ci sono poi gli ufficiali tenenti Giovanni Ferrari e Desiderio Tomasello di Pellizzano classe 1868. Nella foto di gruppo in basso a sinistra si vede padre Anastasio.
Il cartellino
- Tipo:
- Fotografia
- Anno:
- 1915
- Fonte:
- Sito web - Schutzen Val di Non
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